Archivio | aprile, 2013

DISTRIBUZIONE ROMA

30 Apr

Come ben sapete nello scambio tra COOP e Gruppo TUO, alla Coop sono andati i 54 punti vendita a marchio Despar e InGrande presenti principalmente a Roma e nel Lazio, consolidando, così la presenza del marchio Coop nella Capitale.

Per la gestione di questa cateni supermercati è stata creata una società newco, per l’esattezza Distribuzione Roma Srl

La presidenza della Distribuzione Roma è stata assegnata dalla Coop, ad Adriano Turrini, già presidente di Coop Adriatica

Adriano Turrini, presidente di COOP Adriatica dal 2011 con un ricchissimo curriculum tra cui spicca la presidenza di Assicoop, di Legacoop, di Coop Costruzioni, oltre che consigliere di Unipol, Fiera Bologna, Finsoe, Centrale Adriatica.

Ultimamente si è speso molto per l’acquisto di 6 supermercati del Gruppo Aligrup in Sicilia in concordato fallimentare.

10.000 VOLTE GRAZIE

26 Apr

10000

10.000 VOLTE GRAZIE

Oggi abbiamo tagliato un traguardo importante: 10.000 visite.

Se pensiamo che un traguardo del genere è stato ottenuto in un mese e mezzo, non possiamo che essere ancor più orgogliosi di questo risultato.

Siamo partiti cercando di creare semplicemente uno spazio di incontro e condivisione, in pochissimo tempo ci siamo trovati di fronte a visite che crescevano in maniera esponenziale.

Da parte di tutti noi è stato un grande motivo di soddisfazione e piacere, ma il ringraziamento più grande va ad ognuno di voi!

NOVI LIGURE CLOSED

25 Apr

Closed

NOVI LIGURE CLOSED!

Riportiamo qui le notizie di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni.

Il negozio di Novi Ligure (di proprietà Coop Liguria) verrà ufficialmente chiuso il giorno 30 Aprile.

Su Novi Ligure risultavano occupati 3 dipendenti.

La responsabile di negozio è stata ricollocata nella piattaforma dei freschi, mentre agli altri due dipendenti del negozio è stata consegnata ieri a mano la lettera di licenziamento.

Le due persone licenziate (a quanto ci risulta i primi licenziamenti sotto la nuova proprietà) sono un apprendista ed una a tempo indeterminato, entrambi part-time.

Il nostro spazio è a disposizione di chi volesse esprimere la propria opinione

BOLOGNA…. CLOSED

22 Apr

ClosedBOLOGNA…. CLOSED!

Abbiamo ricevuto conferma ufficiale che a fine mese sarà chiusa la sede di Casalecchio di Reno.

La decisione era scontata e prevedibile.

La domanda giusta da porsi, infatti, non è perchè sia stata chiusa, piuttosto perchè mai sia stata aperta e per di più ampliata a metà 2012!

Un sincero plauso a Gruppo TUO per la rapidità con cui ha risolto un problema creato da altri, ovviamente la pressione dei troppi soldi che si stavano buttando con quell’operazione è stato uno stimolo a fare veloce e senza esitazioni!

Ora che è finalmente ufficializzato che aprire tale sede è stato un errore, sarebbe auspicabile venissero fuori i nomi di chi ha voluto tutto questo.

Sia di chi ha agito, sia di chi da dietro ha tirato le redini di tutta l’operazione.

 

Ancora non sappiamo il destino del personale che vi lavorava.

Una parte ci risulta fosse di COOP Italia e speriamo vivamente se li siano ripresi, con nessi e connessi. Con quello che queste persone ci sono costate in questi anni, sarebbero soldi da richiedere a COOP con gli interessi.

Mentre per i dipendenti di DICO siamo certi che TUO saprà accogliere e valorizzare i collaboratori capaci e volenterose.

 

Un caloroso augurio a chi sta per iniziare una nuova avventura lavorativa.

DANNI COLLATERALI

19 Apr

Pentolone

DANNI COLLATERALI

Ogni guerra fa da sempre anche vittime civili, spesso innocenti e loro malgrado costretti a pagare le colpe di altri.

Lo sappiamo bene, è da sempre che accade così. Ma questo non vuol dire che ci stia bene o che ci piaccia.

In questi giorni i nodi in DICO iniziano a venire al pettine. Ma è solo la punta di un iceberg che inizia appena ad affiorare.

Più scaveranno a fondo, più marcio verrà fuori.

Extralimentari, ortofrutta erano i più facili e macroscopici da individuare …ma i problemi non  sono solo in quelle gestioni. Ce ne sono molti altri, più profondi, più storicalmente radicati e più sottili…

Ma chi pagherà questi errori colposi o dolosi che siano?

Perchè fino ad oggi nessuno ha pagato per queste azioni?

Da qualche parte si dovrà partire a sanare?

Ma da dove? Dall’alto, da chi queste azioni le ha compiute? O dal basso da chi queste azioni le ha sempre subite?

E’ il buon senso che lo dice, è un concetto di giustizia che non possiamo far altro che sperare di veder applicato.

Le segnalazioni che abbiamo ricevuto dalle 2 sedi sembrano giuste nella sostanza, ma forse da rivedere nella forma.

Sulla rete vendita, in Toscana, Lazio, Campania, Marche, Emilia, è già in atto un grande cambiamento. Altri cambiamenti sui negozi ne arriveranno a presto e saranno ancor più radicali, cambi orario, nuove funzioni, nuovo asset, certe figure scompariranno, altre ne arriveranno.

Altri segmenti della DICO saranno a breve a loro volta interessati in maniera significativa.

Per nessuno aspetto il cambiamento in arrivo sarà indolore e lo sappiamo.

Quello che tutti in questo momento sperano è che sia finalmente equo.

Altrimenti vorrà dire veramente aver tanto sofferto per nulla…

ARRIVEDERCI O ADDIO?

15 Apr

 

Marchio_Dico

ARRIVEDERCI O ADDIO

La mano del Gruppo TUO inizia fin da subito a farsi sentire dentro DICO.

Una delle prime decisioni che verranno prese ci è dato di sapere che sarà l’eliminazione dei prodotti a marchio DICO.

Singolare che questa iniziativa senza precedenti si compia proprio ora in concomitanza con una promozione intitolata “Speciale Prodotti DICO”. Singolare che ad oggi il sito di DICO sia pieno di pubblicità di promozione e spinta del marchio DICO e contestualmente nella stanza dei bottoni si stia uccidendo il marchio DICO.

La domanda che ci sentiamo di fare è: decisione maturata e ponderata, o scelta fatta di pancia? La cosa che a noi, profonditori conoscitori della storia della DICO, ci lascia perplessi è che una decisione tanto impattante e radicale sia stata presa in maniera così rapida.

Sappiamo quanto la vecchia gestione, in particolare Lanari, abbia sempre puntato sul marchio DICO e sulla riconoscibilità dei prodotti. Questa scelta che si compie in pochi giorni è frutto di un’analisi attenta e approfondita (ed in tal caso quando sarebbe stata fatta) o vuole essere un segnale da mandare a qualcuno?

L’adozione dei prodotti a marchio DICO, ha comportato in questi anni molto lavoro, dal packaging, alla ricerca dei fornitori, al marketing. Lavoro che ora non deve essere tutto considerato spazzatura tout-court. Le esperienze, conoscenze, maturità acquisite in questi anni di lavoro devono rimanere tra le buone cose da tenere di quello che fu la DICO.

Gli errori sono stati sicuramente tanti.

La scelta del marchio DICO per i prodotti extralimentare è stato uno degli errori più gravi mai compiuti. La pura follia con cui sono stati gestiti questi prodotti negli ultimi anni (prodotti difettosi, impresentabili) ha superato ogni più cupo scenario. E spesso la gente ha associato il marchio ai problemi riscontrati.

I prodotti DICO PREMIUM che volevano essere una copia dei prodotti fior fiore COOP ed invece non hanno saputo essere nè carne nè pesce, rivelandosi solo una brutta copia.

Ma questi errori bastano a sancire la morte del marchio DICO anche sull’alimentare? Restiamo molto perplessi…

Vediamo anche i vantaggi commerciali ed economici che tale scelta può portare. Più dinamicità nel cambio di fornitura, prezzi più bassi di acquisto grazie all’uso di marchi di fantasia, trasversalità di assortimento tra insegna DICO e TUODI’.

Ma alla fine il dubbio resta. Apriamo un sondaggio tra i nostri lettori.

Marchio DICO sì o no?

 

Stato

QUELLO CHE MAI…

13 Apr

Abbiamo ricevuto news da fonti interne alla DICO relativa ad una visita (o forse ispezione) fatta dalla dirigenza TUO nelle sedi di Prato e Bologna, tra le giornate di giovedi e venerdi.

Le notizie che ci sono arrivate sono piuttosto dettagliate, ma stiamo ancora cercando conferme prima di pubblicare quanto abbiamo saputo.

 

Nella giornata di lunedi verrà pubblicato un post nel quale renderemo conto di quanto in nostro possesso.

SI VOLTA PAGINA

10 Apr

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SI VOLTA PAGINA

La Dico Spa è entrata a far parte ufficialmente del Gruppo TUO Spa.

Tonino Faranda ha assunto il doppio ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di DICO SpA.

Quindi l’avventura (o disavventura) delle COOP nel segmento Discount è da ritenersi definitivamente conclusa. Conclusa in questo modo. Nel peggiore, buttando via così l’acqua sporca.

Il bilancio di questi 14 anni di esperienza è assolutamente negativo.

Incapacità dirigenziale disarmante, dialogo con i lavoratori praticamente nullo, un senso dell’etica inesistente, assenza assoluta di meritocrazia. Sprechi e miopismo commerciale. Tutto questo concluso così, senza il neppur minimo sussulto di dignità.

Con queste premesse è facile augurare al Gruppo TUO di Tonino Faranda la migliore fortuna in questa avventura che si appresta ad affrontare.

Ci permettiamo solo di dare alcuni piccoli consigli.

Dott. Faranda sappia ascoltare i suoi lavoratori, la loro decennale esperienza in questa ditta le sarà enormemente utile. Non si limiti all’apparenza dei disastri causati da scelte dirigenziali senza logica. Non disperda quel patrimonio meraviglioso che sono i lavoratori di DICO.

La ditta che ha appena acquisito è fatta di tantissime brave persone che hanno sempre lavorato seriamente, con coscienza e dedizione. Hanno profuso impegno e passione, proprio perchè sentivano la DICO come una cosa (e una casa) loro. Tante persone che vedendo scelte palesemente sbagliate e fatte in malafede si sono sentite tradite e ferite, ma soprattutto impotenti. Drammaticamente impotenti.

Sono le stesse persone che oggi con entusiasmo sono pronte a ridare l’anima da capo, mettendoci la stessa passione che hanno avuto fino ad oggi, ma in questo momento anche loro hanno bisogno di un segnale. Un segnale forte fin da subito.

Chi ha causato questo disastro, non può essere ora chiamato a trovare la cura e le soluzioni.

I nostri più sinceri auguri

LO SAPEVATE CHE…?

5 Apr

I giorni sono passati ed alla fine è accaduto.

DICO è sotto il Gruppo TUO.

Ma ora c’è una domanda che ci sorge spontanea….

Ma loro sanno tutto di DICO? Le informazioni che hanno ricevuto sono complete? Sono vere?

Le persone a cui hanno chiesto informazioni, cosa gli hanno raccontato?

 

Vi facciamo una proposta…..

 

Lasciate qui il vostro messaggio, quello che volete far sapere alla nuova proprietà.

 

Una specie di “MA LO SAPEVATE CHE…..  ?

COOP CENTROITALIA – UNA STORIA…

2 Apr

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Oggi partiamo da una brutta, brutta storia.

C’è una dichiarazione del sindaco de L’Aquila del 2009 Massimo Cialente: «Come accaduto con la Transcom, nella fase del terremoto si utilizzano i lavoratori come scudi umani, umiliando persone già duramente colpite dalla tragedia, per esercitare pressioni ora sul Governo centrale, ora – come nel caso Coop – sul Comune, per ricatti nel campo urbanistico. Se è odioso che ciò sia fatto da imprese private, trovo ancora più esecrabile che questo comportamento sia praticato da chi si richiama al movimento cooperativo e che dietro a questi valori sociali, storici e culturali, gode, tra l’altro, di particolari privilegi nel nostro Paese» […] «Ancora una volta ribadisco – ha concluso – che è vero che siamo terremotati, ma tutti gli aquilani esigono rispetto e non cedono, nessuno, a cominciare dal sindaco, ad alcun tipo di ricatto».

Ma da cosa nascono queste frasi?

Partiamo dall’inizio e ricostruiamo la storia.

Siamo nel 2006 a l’Aquila, Coop CentroItalia guidata da Giorgio Raggi presenta ai cittadini un progetto per un investimento che la Coop stessa intende operare in  città con la realizzazione  di una grande struttura di vendita sotto  forma di Centro Commerciale, nella zona di S. Antonio. L’investimento stimato ammonta  a 60 mln di €.

In realtà il progetto è fermo già da anni (presentato al comune nel 2004), in attesa del pronunciamento della commissione Territorio, al punto che la Coop era arrivata tramite i propri legali a diffidare il Comune.

Poi purtroppo succede il disastro.

6 Aprile 2009 terremoto dell’Aquila – 308 morti.

Tutta l’Italia si mobilita. Il Comune dell’Aquila espropria il terreno a Sant’Antonio di proprietà di Coop CentroItalia, per destinarlo alla protezione civile.

Coop in città ha 3 strutture, due rimangono danneggiate (uno a Cansatessa e uno a Pile. Attualmente nei locali ex Coop sono aperti, rispettivamente, un supermercato di un altro gruppo e un locale), la terza struttura del Torrione, riporta solo lievi danni che non ne compromettono l’attività.

E’ qui che inizia la parte brutta della storia, così come viene ricostruita da Marco Frau nel suo libro. Coop CentroItalia non ci sta a perdere quel terreno, e minaccia il comune di chiudere le tre strutture mettendo in mobilità i 90 dipendenti, se non fosse stata concessa l’area per l’Ipercoop.

LINK alla notizia:

Come abbiamo letto ad inizio dell’articolo il Sindaco non cede ed arriviamo alla situazione di oggi con già due strutture chiuse e la terza (quella del Torrione) che ha ricevuto lo sfratto esecutivo. A rischio il posto di lavoro per 85 PERSONE.

A Marzo 2013 una buona notizia, o quasi, il giudice del tribunale ha rigettato lo sfratto, prolungano l’apertura fino al 2014 quando scadrà il contratto di locazione.

putroppo un solo anno in più di tranquillità

Quella che emerge è una realtà che si scontra con l’immagine di aiuto e di solidarietà che le COOP pubblicizzano con così tanto fervore.

Alla fine la sola cosa che possiamo fare è fare i nostri più sinceri auguri a tutti i lavoratori di Coop costretti a vivere tutti questi anni nell’incertezza del futuro.

 

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