DISTRIBUZIONE ROMA

30 apr

Come ben sapete nello scambio tra COOP e Gruppo TUO, alla Coop sono andati i 54 punti vendita a marchio Despar e InGrande presenti principalmente a Roma e nel Lazio, consolidando, così la presenza del marchio Coop nella Capitale.

Per la gestione di questa cateni supermercati è stata creata una società newco, per l’esattezza Distribuzione Roma Srl

La presidenza della Distribuzione Roma è stata assegnata dalla Coop, ad Adriano Turrini, già presidente di Coop Adriatica

Adriano Turrini, presidente di COOP Adriatica dal 2011 con un ricchissimo curriculum tra cui spicca la presidenza di Assicoop, di Legacoop, di Coop Costruzioni, oltre che consigliere di Unipol, Fiera Bologna, Finsoe, Centrale Adriatica.

Ultimamente si è speso molto per l’acquisto di 6 supermercati del Gruppo Aligrup in Sicilia in concordato fallimentare.

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16 Risposte a “DISTRIBUZIONE ROMA”

  1. Adriano Turrini maggio 1, 2013 a 7:17 pm #

    Cari amici di “Uniti per la DICO”, sono Adriano Turrini Pridente di Coop Adriatica e, da pochi giorni, di Distribuzione Roma. Commento perché ho letto ora questo post che mi chiama direttamente in causa. Sulle opinioni che esprimete, in questo o altri scritti, nulla da dire: sono opinioni e come tali vanno rispettate.
    Mi dispiace solo che appaiono alcune forzature come quella in cui si presentano le “zone d’ombra del passato”: magari,un po’ di attenzione e la raccolta di informazioni sull’epilogo della vicenda da voi linkata, eviterebbe a me di scrivere e a voi di compiere azioni non propriamente limpide e specchiate.
    Sono uso accettare qualsiasi tipo di critica ma non accetto di passare come uno che ha “zone d’ombra nel passato”.
    Saluti
    Adriano Turrini

    • admindico maggio 1, 2013 a 11:38 pm #

      Effettivamente il termine zona d’ombra è stato un po’ forzato e ce ne scusiamo. Sicuramente l’errore da parte nostra è stato non aver approfondito la notizia, seguendone lo sviluppo. Riconoscendo il nostro errore abbiamo ritenuto giusto eliminare i riferimenti a quel link.

      Approfittando della sua disponibilità, se ci permette vorremmo sottoporle quanto segue.
      Leggendo la sua biografia e la sua storia professionale abbiamo avuto modo di apprezzare sinceramente alcune sue iniziative tra cui l’impegno per il recupero del gruppo Aligrup in Sicilia e la volontà di non aprire i suoi supermercati nei giorni del 25 Aprile e 1 Maggio, come rispetto dei lavoratori. Belle iniziative che senz’altro le fanno onore.
      Ma riguardo ai discount DICO su cui sicuramente avrà avuto modo di esprimere la sua volontà come presidente di una delle 7 società che ne detenevano le quote, cosa può dirci? Sappiamo da fonti certi che in seno alle Cooperative, la decisione maturata di cedere le quote non è stata presa all’unanimità, nè che è stata una decisione facile.
      Se vorrà il nostro spazio è a disposizione per raccontarci la sua versione dei fatti.

      Da parte nostra vogliamo augurarle di cuore buona fortuna per la nuova avventura con Distribuzione Roma Srl.

      • Adriano Turrini maggio 2, 2013 a 12:01 am #

        Molto difficile parlare con chi non ha un volto…..posso solo aggiungere, in relazione a quanto detto nella risposta al mio “commento” che si, la decisione di cedere DICO e di acquistare DESPAR Roma, è stata sofferta ma, contrariamente a quanto da voi sostenuto, assunta all’unanimità dei soci. Decisione criticabile e contestabile fin che volete ma assunta da tutti.
        Aggiungo infine che, dalla vicenda narrata nel link che deciderete voi se rimuovere o mantenere, ho ricevuto alcuni mesi fa la notifica dell’archiviazione.
        Infine, nello scusarmi per aver invaso uno spazio come questo, e nell’assicurarvi che non succederà più , vi comunico che dispongo di una mail e di un numero di telefono aziendale e privato. Chi vuole “sentire la mia versione ” sulla vicenda non ha che da metterci la faccia, o la voce, e far la cortesia di chiedere.

  2. antonio maggio 17, 2013 a 3:57 am #

    Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho già salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

  3. william maggio 17, 2013 a 9:40 pm #

    Egr. dott. Turrini,
    posso crederLe pienamente che la decisione è stata sofferta ma, mi creda, non avete sofferto abbastanza in relazione a quanto soffriranno alcune persone che grazie alla malagestione in Dico
    rimarranno senza lavoro.
    Non riesco a spiegarmi come i soci non si sono resi conto del baratro in cui si stava cacciando questa società, averla affidata a persone che anzichè sollevarla l’hanno definitivamente ammazzata.
    L’unica spiegazione che mi posso dare è che il discount non rientra nel dna delle cooperative, infatti entrando in un negozio Dico tutto poteva sembrare ma non certo un discount,
    però questo non giustifica gli errori enormi commessi.
    Alla fine avete ceduto il brutto anatroccolo ed i dipendenti sono venuti a conoscenza quando tutto era compiuto, alla faccia della vostra etica e dell’ormai scomparsa ideologia del cooperativismo e della sinistra che dovrebbe rispettare i lavoratori…
    Complimenti a Voi ed alle Coop con la speranza che le persone aprono gli occhi e smettano di portarvi anche i loro risparmi…

  4. anonimo maggio 22, 2013 a 8:54 am #

    Alla cortese attenzione del dott. Turrini,
    nn può certo pensare di rispondere e poi pretendere di nn sollevare un vespaio e poi cavarsela con un nn succederà mai più. Devo darle atto che perlomeno lei, un animo di vita e di fatica di mettersi al computer x rispondere, rispetto ad altrettanto suoi blasonati colleghi l’ha avuta. Se vuole avere un confronto, le basta alzare la cornetta e chiedere un incontro con sindacati e dipendenti dico e penso che domani mattina siano in ufficio da lei , la sua email con il numero personale è relativo è un problema che riguarda troppe persone ! Il confronto nn lo avete voluto, nn lo avete cercato anzi mi pare che avete messo tutti di fronte a fatto compiuto ed è ormai una caratteristica che accomuna tutta la coop da nord a sud. Basta guardare i punti vendita in campania…..Che vi piaccia o no forse vi siete scordati che nei vostri pv ci sono quegli animaletti fastidiossissimi che si chiamano DIPENDENTI, persone che amano con vostro dispiacere i propri pv e il proprio lavoro creano i blog e fanno sapere a tutto il mondo cosa fate. Prima o poi i nodi verranno al pettine mica potrete far finta di niente all’ infinito…….

  5. Adriano Turrini maggio 26, 2013 a 10:44 pm #

    Cari William e anonimo. Io ho commentato questo post per il semplice motivo che , in esso, era presente un link, poi rimosso, che mi riguardava personalmente. Il Link si apriva con un “alcune ombre nel passato” riferite a me. Il moderatore ha correttamente deciso di toglierlo e quindi risultano difficilmente comrensibili le mie parole.
    Quando scrivo che “non succederà più ” (smentito da questo ulteriore commento) lo faccio come segno di rispetto per il blog e non certo con uno spirito negativo.
    Continuo a pensare, ma è una mia opinione, che l’anonimato non serva ma anche che non sia questo il problema. Nella risposta al mio commento, admin mi chiede un parere. Mi limito a dire e a ripetere che, se vuole un mio parere, deve chiedermelo ma non su un blog nel quale, scusatemi, ma non so con chi parlo.
    Buona serata

    • william maggio 28, 2013 a 4:30 pm #

      Mi dispiace ma l’anonimato l’avete usato voi per primi, infatti siete stati completamente ANONIMI nella gestione della Dico dall’inizio fino alla fine….ed alla fine vi siete lavati le mani peggio di Pilato…alcune multinazionali straniere hanno avuto più rispetto e correttezza di quanto avete dimostrato nei confronti dei vostri dipendenti

      • franco maggio 29, 2013 a 6:23 pm #

        talmente anonimi che nei punti vendita dopo 15 anni aperti col marchio dico la quasi totalità dei clienti non sa che di.co significa anzi significava discount coop Se qualcuno delle coop magari anche il dott.Turrini ,può spiegarci questo mistero non facile da celare per 15 anni gliene saremmo grati .In tutti questi anni noi dipendenti abbiamo avuto l’impressione , dopo l’attuale passaggio al gruppo Tuo divenuta certezza ,di essere figli si delle coop ma come se illegittimi e mai riconosciuti dei quali nessun altro doveva saperne la paternità(o maternità) .salve..

  6. Adriano Turrini maggio 28, 2013 a 10:40 pm #

    Bene, così abbiamo stabilito che “il mondo è bello perché vario “, che le multinazionali sono verranno avviante al processo di beatificazione e che “Gesù è morto dal freddo”. Arrampicarsi sugli specchi e confondere l’anonimato con la riservatezza è degno di miglior causa. Sempre con tutto il rispetto, che è giusto dare ma anche pretendere.

    • lucia maggio 30, 2013 a 3:28 pm #

      Gentile Dottor Turrini,
      l’anonimato, comprenderà bene, che sopratutto per chi ha un posto di lavoro (a questo punto molto precario) diventa obbligatorio, ed in questo modo, fanti e fattucchieri, possono gestire voci, parole opere ed omissioni, nel bene e nel male a proprio piacimento.
      Piccola premessa, per dire che, anch’io, che mi presento come Lucia, senza un cognome, non sono tanto “luminosa” come il mio nome indurrebbe a pensare.
      Mi sento, però, da profana in argomentazioni di natura economica, di chiederle un’informazione che potrebbe spiegare a me, tanto di economia:
      1- la “vendita” della Dico Spa al gruppo Tuo è stata decisa e concordata unanimemente dalle 7 Coop, nella maniera in cui si è svolta?
      2- Come si può chiamare “vendita”, (dove si presuppone che l’acquirente (Gruppo Tuo) paghi e che il venditore ( Coop) riceva in cambio qualcosa) un’operazione così condotta:
      LE COOP HANNO CEDUTO:
      a- 350 punti vendita ( tra affiliati e diretti) sparsi su tutto il territorio nazionale,
      b- 6 centri distribuzione,
      c- 2 sedi di uffici
      d- PAGATO 60milioni di Euro al Gruppo Tuo (utilizzati interamente, per sanare i bilanci della società Gruppo Tuo)
      IL GRUPPO TUO HA CEDUTO
      e- 54 punti vendita tra Despar ed Ingrande presenti principalmente nel territorio laziale, che in caso contrario (voci di corridoio) sarebbero state appetibili ad un certo sig. Caprotti, più conosciuto come Sig. Esselunga, e sarei curiosa di sapere da chi vengono nei fatti gestiti questi punti vendita.

      La parola d’ordine, attualmente, è: RISPARMIO.
      E se ciò vuol dire, chiudere dall’oggi al domani, sedi, punti vendita o centri distribuzione, poco importa.
      Nessuno, men che meno un dipendente si sognerebbe di dire che di sprechi non ce ne siano stati, e che di gestioni faraginose e burocratiche (tipiche di Coop) andavano meglio gestite, ma così sembra un’operazione di repulisti da far fare a chi le mani sa sporcarsele per non far fare una brutta figura a chi, invece, non PUO’ sporcarsele.
      Le sarei grata se potesse aiutarmi a comprendere questi pafssaggi di natura economica troppo alta per una piccola ruota del carro come me.

  7. franco maggio 30, 2013 a 6:07 am #

    Prima di tutto La ringrazio della Sua risposta dott.Turrini,però non ho capito il termine riservato (sarà sicuramente colpa mia) da Lei usato per spiegare la “privacy” con cui le coop hanno gestito in questi anni il discount Dico .Anzi sono andato a trovare la parola sulla enciclopedia Treccani che a proposito di riservato dice tra le tante cose” che deve rimanere nota o pervenire soltanto a pochi:” notizia riservata,lettera riservata …Mi scusi ma .è questa definizione data dalla Treccani che più si coniuga al termine riservato da lei usato nel precedente post?

  8. giulia maggio 30, 2013 a 10:46 pm #

    concordo in pieno con lucia anch’io mi sono posta le stesse domande!!!signor TURRINI illumini anche me!

  9. rita maggio 31, 2013 a 9:01 am #

    Egr. Sig. Turrini Lei che è divenuto dei nostri. ovvero dei Despar Ingrande e compagnia, illumina anche noi dipendenti di Distribuzione Roma su cosa sarà del nostro futuro? Giuro, a parte questo blog che informa dello stato della Dico, non so dove prendere notizie circa il FUTURO appunto di tutti noi ex dipendenti Tuo, ora Distribuzione Roma. Anche noi siamo sulle spine…grazie di cuore.

  10. Adriano Turrini maggio 31, 2013 a 7:08 pm #

    Cari Lucia, Franco, Giulia e Rita.
    Insistito che , se mi perverranno domande o chiarimenti, al mio indirizzo mail ( adriano.turrini@adriatica.coop.it) sarò disponibile, in forma assolutamente diretta e riservata, a dare le risposte che credo mi competano.
    Non voglio fare polemica ma spero si capisca che, un limite del Blig, questo ed altri, è quello di non sapere, tranne che per l’amministratore, con chi si parla.
    Al momento mi permetto di svolgere solo le considerazioni che in qualsiasi sito pubblico si possono fare:
    A) è vero, confermo, che le 7 Coop.ve già proprietarie di DICO hanno deciso in modo unanime la vendita della società ;
    B) i valori indicati da Lucia non corrispondono assolutamente al vero mentre, le chiacchiere di corridoio, rimangono tali;
    C) le sette cooperative citate, come detto nella nota iniziale, hanno acquisto dal gruppo Tuo 54 negozi a marchio Eurospar, Despar e Ingarnde. Per acquisire quello che tecnicamente è un “ramo d’azienda” hanno costituito Distribuzione Roma e la società è presideuta da chi vi scrive che quindi, spero senza ironie inopportune, è parte in causa. Il subentro di Distribuzione Roma , nei 54 PdV, è avvenuto il 5 aprile e , 15 gg fa, il CdA ha approvato il primo rendiconto economico e la prima proiezione poliennale. Non è stato reso pubblico perché non sono previste riduzioni di attività o di lavoratori;
    D) quanto alla riservatezza si può avere un’opinione diversa, non sul senso del termine (faccio finta di non vedere che chi mi spiega la Treccani mi prende per i fondelli) ma sul suo uso. In una transazione che implica la cessione di un’intera società la riservatezza è d’obbligo, quantomeno per disposizione dell’Antitrust e di alti organi che debbono necessariamente vigilare sulle improprie turbative che, notizie intempestive , potrebbero generare. Questa cosa, come noto, non avviante quando si parla di negozi o di gruppi di essi. La legislazione prevede tutto ciò in forma di opportunità. Si poteva agire diversamente ma, col sennò di poi…..
    Grazie per l’attenzione e rinnovo l’invito, per chi vuole, a chiedere informazioni dirette o, nel caso di Distribuzione Roma, attraverso le OO.SS che provvederanno a farsi portavoce verso l’azienda.

    • admindico maggio 31, 2013 a 8:51 pm #

      Diremmo che con questo possiamo chiudere qui la questione.
      Chiudiamo il post ad ulteriori commenti.

      Ci permettiamo solo di fare una chiosa.
      Settimana prossima il Gruppo TUO presenterà una richiesta di procedura di mobilità per 419 lavoratori DICO.
      Queste sono persone, famiglie, vite.

      Penso che questo fatto da solo dovrebbe far riflettere TUTTI.

      Saluti

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