Archivio | giugno, 2013

TASSINARI LASCIA

26 Giu

TASSINARI LASCIA LA GUIDA DI COOP ITALIA

Cambio di guardia al vertice di Coop Italia, il colosso della distribuzione organizzata della Lega delle cooperative, le cosiddette “coop rosse”. Dopo 25 anni esce di scena Vincenzo Tassinari, storico manager delle cooperative di consumo da sempre orientate a sinistra. Al suo posto arriva Marco Pedroni, 54 anni, emiliano di Reggio Emilia, nuovo presidente del Consiglio di amministrazione di Coop. Pedroni, attuale presidente di Coop Nordest, sarà affiancato dal vicepresidente Marcello Balestrero (presidente del Consorzio Nordovest), mentre direttore generale alla Gestione è Maura Latini, in precedenza vicepresidente di Coop Italia. Per la carica operativa viene abbandonato il “modello duale” adottato nel 2008 e si torna alla guida unica, segnando un cambio di passo in vista della nuove sfide; resta ancora vacante invece la presidenza “istituzionale”, al vertice dell’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori (Ancc-Coop), retta ormai da due anni dal vicepresidente vicario Enrico Migliavacca.
L’assemblea annuale, che ha eletto all’unanimità il successore di Tassinari, ha indicato anche il percorso assembleare dell’Ancc-Coop: entro fine anno il varo di «una presidenza con la presenza di tutte le grandi cooperative e l’avvio di un progetto di ridefinizione di Ancc-Coop coordinato e parallelo rispetto a quello di Coop Italia». Da qui a dicembre dovrebbe insomma essere trovato un accordo tra le varie componenti “geopolitiche” di Coop Italia, di fatto la costola toscana da una parte, quella emiliana dall’altra, in rappresentanza dei territori dove è più forte la presenza Coop. Un accordo che finora è mancato, impedendo di fatto di esprimere un presidente, dopo l’uscita di scena del toscano Aldo Soldi, a sua volta succeduto a Giorgio Riccioni, bolognese. «Dopo 25 anni si chiude un ciclo e se ne apre un altro – ha commentato l’ex presidente Tassinari – Ritengo opportuno, in considerazione anche del principio di transgenerazionalità, lasciare ad altri dirigenti il compito di guidare un nuovo progetto di cambiamento di Coop Italia nell’interesse di tutte le cooperative associate». «Ci aspettano sfide importanti per rispondere al meglio alla crisi dei consumi e alle difficoltà di tante famiglie – ha sottolineato il nuovo presidente Pedroni – La scelta che abbiamo fatto è quella di rafforzare la prospettiva unitaria, e ci accingiamo a progettare insieme soluzioni innovative per il mercato distributivo italiano».
Tassinari dunque non metterà la sua firma sull’inversione di strategia rispetto a quella visione unitaria che era stata formalizzata cinque anni fa, appena spente le braci della vicenda Unipol-Bnl, quando fu introdotta la governance duale in Coop Italia. Il progetto, approvato da tutti, mirava ad integrare i nove grandi gruppi degli scaffali mutuali per farne un solo soggetto con 13 miliardi di fatturato e 8 milioni di soci. Ma quel disegno è tramontato, le coop rosse hanno deciso di fare marcia indietro e di ripartire da zero. Il compromesso sulla governance leggera, con cui Tassinari non è in sintonia, è stato il prezzo della tregua con i cooperatori toscani e con il loro leader, il 74enne Turiddo Campaini, che dai tempi della scalata alla Bnl si trova in opposizione frontale con i colleghi emiliani.
Sul fronte dei numeri Coop Italia chiude un 2012 positivo nonostante la crisi: fatturato a 13.156 mln, sostanzialmente allineato a quello del 2011; la quota di mercato regge al 18,5% (+0,1% sul 2011), 1.470 le strutture di vendita, oltre 55.800 gli addetti. In crescita la base sociale (oltre 7,9 milioni, +2,4%). Buoni risultati arrivano anche dell’offerta nei settori di mercato parzialmente liberalizzati, come i corner Coop Salute che mettono a segno un +7% sul 2011, a 92 mln di euro, puntando a chiudere il 2013 con 100 mln di vendite di farmaci.

322 PERCHE’

18 Giu

Sipario
Dopo appena 3 mesi di nuova proprietà ci siamo ritrovati con 300-400 esuberi.

I giorni sono passati e la numerica si è assestata su 322 esuberi, un numero veramente importante e davvero preoccupante.

Soprattutto è preoccupante le leggerezza con cui si sono scritti certi numeri su raccomandate spedite e rispedite. Quasi senza rendersi conto che dietro quei numeri ci sono persone e famiglie. Vediamo se con questo post riusciamo a far capire cosa vuol dire il numero 322!

322 PERCHE’

PERCHE’ non si è analizzata la Dico prima di comprarla e si è fatto solo dopo?

PERCHE’ non la nuova proprietà non ha mai contattato le Coop per chiedere aiuto sul fronte occupazionale di fronte al quadro che ne emergeva?

PERCHE’ si continua a usare la scusa che Dico andava male ed è stato fatto quasi un atto di carità?

PERCHE’ non sono state dette le cose come stanno, ovvero che in tutta questa operazione quelle che ci hanno rimesso davvero sono state le Coop?

PERCHE’ di fronte ad una realtà che esisteva da anni e che è riuscita a coprire tutta l’Italia come è stata capace di fare Dico, si vuole perseverare ad avere un atteggiamento di così sfrontata arroganza?

PERCHE’ la rana vuole imitare il bue, rischiando di scoppiare?

PERCHE’ si è detto di voler ascoltare tutte le voci, ma così non è stato fatto?

PERCHE’ si è data così tanta importanza ai canoni di affitto e non si è fatta cosa analoga su altri fronti di spesa?

PERCHE’ c’è stata tanta volontà di parlare di collaboratori e non dipendenti, se poi alla fine 1/3 dei dipendenti sono stati trattati da esuberi?

PERCHE’ i fatti hanno smentito le parole, non era meglio chiamarli dipendenti e trattarli con dignità?

PERCHE’ tante decisioni sono state prese così frettolosamente, più di istinto che di ragionamento?

PERCHE’ si pensa che se la legge consente una certa azione, allora è lecito, infischiandose delle implicazioni morali (come lasciare tante famiglie nella disperazione)?

PERCHE’ sono state fatte le corse per chiudere molti negozi e poi su alcuni si continuano a pagare i canoni?

PERCHE’ il risanamento è ancora una volta partito dal basso, dai semplici dipendenti e non dai vari quadri e responsabili?

PERCHE’ si mandano a casa centinaia di persone e si fanno entrare nuovi dirigenti, dove sta il risparmio?

PERCHE’ i dipendenti sono stati messi sullo stesso piano e tutti indistintamente etichettati come “esuberi”, senza distinguere tra capaci e incapaci, volenterosi e vagabondi?

PERCHE’ non c’è stato nessun interesse a far tesoro delle professionalità ed esperienze dentro i Dico?

PERCHE’ tutti gli ispettori sono ancora al loro posto, immuni da ogni azione di pulizia?

PERCHE’ gli ex capoarea sono diventati sviluppatori e poi lo sviluppo di fatto viene fatto seguire da altre persone?

PERCHE’ sono state spese tutte le energie per chiudere 40 negozi e non si è fatto nulla per creare nuove aperture (a Settembre saranno 6 mesi di nuova gestione e si saranno – forse – aperti 2 negozi su Roma e basta)?

PERCHE’ sui negozi non è cambiato nulla, anzi vengono chieste ancora più ore con lo stesso risicato organico?

PERCHE’ in negozio dobbiamo ancora parlare con le solite persone e sentirci abbandonati?

PERCHE’ viene cercato risparmio su tutto e poi si aprono importanti fronti di spesa?

PERCHE’ i dipendenti non sono stati trattati tutti allo stesso modo, creando di fatto dipendenti di serie A e di serie B?

PERCHE’ anche in tutto questo, c’è chi crede di avere (ed in questo viene pure spalleggiato) il dono dell’infallibilità?

PERCHE’ c’è ancora chi può fare discorsi del tipo, “salvo tu e non tu”?

Se questa lista di PERCHE’ vi sembra lunga e stancante, si sappia che sono soltanto 26 le domande formulate, mentre le famiglie che non potranno più avere un futuro sereno sono 300 in più.

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PARLANDO DI NUMERI

10 Giu

Oggi partiamo dai numeri… Quelli ufficiali che parlano di 322 esuberi

Parlano di 60-65 negozi in chiusura, 2 sedi, 2 magazzini.
Pensiamo a come potrebbe essere gestita una così grande eccedenza di forza lavoro. Come ognuno direbbe, tenendo le eccellenze.

Eppure i numeri ci stanno dicendo qualcosa di diverso.Difficile da interpretare.

Possibile che sulle sedi e magazzini fossero tutti degli/delle incapaci di cui liberarsi?
Possibile che tutto il personale impegnato sui negozi in chiusura non fosse di nessun interesse alla nuova proprietà?
Possibile di contro che tutti gli ispettori, assistenti, capo area, tecnici fossero delle così mirabili eccellenze da tenere a tutti i costi?

Nessuno delle cento persone di Sede o delle duecento persone impegnate sui negozi in chiusura poteva sostituire qualcuna di queste figure?

Non c’era neppure un caponegozio che si sarebbe potuto dimostrare più capace di un ispettore?
Non c’era neppure un impiegato con maggiori capacità di un assistente?

C’è qualcosa di strano e frettoloso in questa operazione che non riusciamo a capire completamente.
Si stanno lasciando sfuggire professionalità che meriterebbero di trovare ancora uno spazio dentro DICO.

SULLA VICENDA DICO

8 Giu

Vi riportiamo qui un recente video trovato sulla vicenda DICO.

lasciamo a voi le considerazioni

COOP E BILANCI

6 Giu

Maggio mese di chiusura dei bilanci per le COOP.
E mentre i DICO ancora non sanno cosa ne sarà di loro, mentre centinaia di famiglie rischiano di perdere il lavoro proprio per colpa della malagestione delle COOP, queste festeggiano pavoneggiandosi sugli organi di stampa.

Riportiamo alcuni link con estratte le frase più significative, che stridono così tanto con il dramma che si sta consumando dentro i discount che hanno creato, cresciuto, trascurato, denigrato e abbandonato.

Coop Adriatica
http://www.viverefabriano.it/index.php?page=articolo&articolo_id=410057
“A partire dal versante del lavoro. In controtendenza con quanto sta avvenendo nel Paese, Coop Adriatica ha stabilizzato altri 129 addetti e portato al 94,9% la quota di contratti a tempo indeterminato”

Coop Estense
http://www.modenaonline.info/notizie/2013/05/25/coop-estense-e-crisi-il-bilancio-tiene_34643#.UbDpgqrMQnU
”La difficile situazione – prosegue Zucchelli – ci ha poi spinti a ripensare agli ambiti in cui la cooperativa può portare maggiori e nuove tutele alle persone.”

Novacoop
http://www.oknovara.it/news/?p=78675
”Un esercizio che, «dal punto di vista patrimoniale, è stato il migliore degli ultimi cinque anni».”

Coop Consumatori Nordest
http://www.parmatoday.it/cronaca/coop-consumatori-assemblea-soci-26-maggio-2013.html
“Coop Consumatori Nordest continua a offrire buona e stabile occupazione: nessun posto di lavoro è stato perduto a causa della crisi. Il 92% delle persone occupate è assunto con contratti a tempo indeterminato“

Unicoop Tirreno
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/06/03/news/un-bilancio-positivo-ora-si-pensa-a-investire-1.7195270
“Bilancio chiuso in negativo per colpa dei DICO”

Coop Liguria
Nessuna informazione disponibile

Coop Lombardia
http://www.e-coop.it/documents/11828/65747/BILANCIO_SOCIALE+WEB.pdf/ea6675c7-a49e-4106-8d4d-278721e866ef

Frasi che fanno molto riflettere….

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