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PARLANDO DI NUMERI

10 Giu

Oggi partiamo dai numeri… Quelli ufficiali che parlano di 322 esuberi

Parlano di 60-65 negozi in chiusura, 2 sedi, 2 magazzini.
Pensiamo a come potrebbe essere gestita una così grande eccedenza di forza lavoro. Come ognuno direbbe, tenendo le eccellenze.

Eppure i numeri ci stanno dicendo qualcosa di diverso.Difficile da interpretare.

Possibile che sulle sedi e magazzini fossero tutti degli/delle incapaci di cui liberarsi?
Possibile che tutto il personale impegnato sui negozi in chiusura non fosse di nessun interesse alla nuova proprietà?
Possibile di contro che tutti gli ispettori, assistenti, capo area, tecnici fossero delle così mirabili eccellenze da tenere a tutti i costi?

Nessuno delle cento persone di Sede o delle duecento persone impegnate sui negozi in chiusura poteva sostituire qualcuna di queste figure?

Non c’era neppure un caponegozio che si sarebbe potuto dimostrare più capace di un ispettore?
Non c’era neppure un impiegato con maggiori capacità di un assistente?

C’è qualcosa di strano e frettoloso in questa operazione che non riusciamo a capire completamente.
Si stanno lasciando sfuggire professionalità che meriterebbero di trovare ancora uno spazio dentro DICO.

DOPO….

21 Mag

Si è concluso il rapporto di lavoro tra Antonio Lanari ex Amministratore Delegato e la Dico Spa.

Ricordiamo ancora una volta come ci fu presentato: “Antonio Lanari è uno dei più apprezzati manager italiani nella grande distribuzione. Il gruppo Coop gli ha affidato la carica di amministratore delegato e direttore generale di Sviluppo Discount con la sfida di portare la catena alla leadership in un mercato reso molto competitivo dalla concorrenza con gli ipermercati e i supermercati, e appesantito dalla crisi economica che colpisce i consumatori. Una sfida difficile ma avvincente alla quale Lanari si è preparato con impegno e tenacia.

A distanza di oltre 2 anni le cose sono precipitate fino al tracollo completo. E la Dico è diventata la brutta copia di quello che avrebbe dovuto essere.
Abbiamo cercato tanto di capire dove erano stati gli sbagli, di chi erano le colpe, se erano dolose o colpose. Oggi invece ci chiediamo…
Quali soluzioni, quali operazioni concrete possono essere intraprese a questo punto?

Il tempo darà queste risposte e temiamo che non potranno essere risposte facili da mandare giù…

SCIOPERO NAZIONALE – AGGIORNATO

22 Mar

sit-in_Dico

Giornata di sciopero nazionale (?)

Oggi 22 Marzo 2013 i lavoratori Dico hanno proclamato una giornata di sciopero ed organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede di COOP ITALIA a Bologna, dove si stava svolgendo il cda della DICO SpA.

LINK

Erano presenti i lavoratori delle due sedi (di Prato e Bologna), i lavoratori dei negozi della Campania e del Magazzino di Castello di Cisterna. Un totale di circa 200 lavoratori.

Una delegazione ha chiesto ed ottenuto di farsi ricevere dal cda.

A seguito della riunione con Mario Zucchelli (presidente di Dico Spa) ha ottenuto la promessa che Zucchelli riferirà a tutte e sette le cooperative che hanno deciso di vendere le quote di Dico le perplessità ed i dubbi delle Organizzazioni Sindacali.

Inoltre hanno ottenuto l’impegno da parte di Zucchelli affinchè il 28 Marzo a Roma, quando ci sarà l’incontro tra Gruppo TUO e le oo.ss. di Dico, ci sia anche uno (o più) rappresentanti Coop in nome delle sette cooperative.

Questo per forzare e spingere le cooperative a prendersi maggiori responsabilità possibili in questa fase di passaggio di quote.

Fatte le premesse formali, veniamo a quelli che sono gli aspetti che a noi come redazione interessano.

Nella trattativa di passaggio quote, si parla di 342 negozi, 6 Cedi e 2 Sedi, con una compertura geografica praticamente nazionale.

Eppure oggi – a quanto ci risulta – erano presenti e rappresentati soltanto una regione, un magazzino e le sedi. Alla restante percentuale della rete vendita non interessa quanto sta accadendo.

In forza di quale assioma loro si sentono più sicuri e tutelati?

I circa 70 negozi che erano in chiusura o passaggio in affiliazione per il 2013, pensano ora che subentra Gruppo TUO che verranno salvati? Erano stati scelti perchè portavano pesanti perdite e le valutazioni che farà la nuova presidenza non è ipotizzabile si discostino molto da quelle già da Dico effettuate.

I vari ispettori “del nulla” che l’amministrazione scellerata si è inventata in questi ultimi 2 anni, pensano veramente che a breve avranno ancora ragione di esistere? Non ci vuole molto a capire che la nuova proprietà una volta completata la fase di analisi, vorrà smantellare tutta la struttura che ha portato più costi che benefici.

Pensano veramente i Responsabili Territoriali che Gruppo TUO, di fronte al quale sono tutti uguali, vorrà tenere proprio loro? Si sentono così insostituibili e infallibili nel lavoro che fanno? O piuttosto preferirà far crescere persone dal proprio interno che conosce e stima?

Eppure tutte queste mezze figure continuano – ancora dopo anni – a fidarsi ed affidarsi alle farneticazioni di figure che hanno dimostrato la propria completa incapacità in ogni ruolo  ricoperto negli ultimi 10 anni.

L’unica capacità che hanno saputo davvero dimostrare è quella di poter essere una perfetta marionetta, perfettamente manovrabile dai capi che si sono succeduti.

Vorremmo più coesione dentro la Dico?

NO!

Vorremmo più sale nelle teste, che finalmente imparassero a ragionare con il loro cervello, che la finissero di andare dietro al pifferaio di turno ed assumersi le responsabilità che il loro ruolo (e la loro paga) richiede.

E’ anche colpa di tutti loro, dei troppi SI e dei nessun NO che hanno detto in questi anni se poi alla fine ci siamo ritrovati TUTTI in questa situazione!

Chi ora rischia di perdere il posto di lavoro, chi rischia di vedere i propri semplici sogni di un futuro dignitoso andare in frantumi, deve dire grazie ANCHE a queste figure se siamo arrivati fino a questo punto.

 

EDIT del 23 Marzo

Riceviamo volentieri comunicazione dai nostri colleghi dei negzozi di Roma, che corregge il nostro articolo pubblicato ieri.

Anche nel Lazio moltissimi negozi hanno aderito allo sciopero, con un’adesione di circa l’80%, mentre fonti attendibili ci comunicazione che in Campania l’adesione allo sciopero è stata del 100%

 

La redazione

 

I doppio giochisti

20 Mar

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Oggi parliamo di un fenomeno singolare. I doppio-giochisti.

Un vecchio proverbio dice che quando la nave affonda i topi sono i primi a lasciare la nave.

Ecco appunto, i topi! Ma le larve, i parassiti, gli infami non lasciano la nave, assolutamente no, loro semplicemente si trasformano veloci come camaleonti.

La loro arte è dire una cosa di fronte ad una persona e, appena questa si volta, dire tutto l’opposto. Il loro mestiere è mettere gli uni contro gli altri, raspare nel marcio. E più sporco, marcio e fetido sollevano più si sentono a loro agio.

Il loro ambiente naturale è la fogna, da quella provengono ed a quella sono destinati.

Nel silenzio desolante che riempe le loro vite non si rendono conto, gli idioti, che presto arriverà il tempo anche per le loro nefandezze. Che presto si troveranno isolati e messi in un angolo, spalle al muro e dovranno rendere conto per primo alle loro coscienze, alle loro famiglie, ai loro figli.

Forse la Dico non esiste più – per usare le stesse parole di Zucchelli – ma le persone esistono ed esisteranno ancora e finito tutta questa tempesta, quando le acque prima o poi si saranno calmate, ci sarà chi potrà guardarsi ancora allo specchio e chi invece dopo essersi venduto anche la dignità come potrà ancora guardarsi in faccia?

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