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PIANO DI RILANCIO DICO

30 Mag

Abbiamo ricevuto molte richieste riguardo agli argomenti che sono stati discussi il 27 Maggio a Roma tra i sindacati ed il gruppo TUO.

Vi riportiamo una sintesi del piano industriale presentato, così come abbiamo ricevuto quest’oggi presso i negozi DICO.

Il piano di rilancio di DICO è stato incentrato su alcuni punti salienti:

* Riqualificazione della rete di vendita
* Cambio logo DICO con un nuovo logo con lo scopo di creare un percorso unico per uniformare i logo DICO e TuoDI
* Cambio assortimento e adozione nuovi marchi
* Riduzione costi pubblicità / canoni / logistica
* Nuove aperture per un conteggio di 85 negozi entro il 2014 (40 diretti e 45 affiliati)
* Formazione dei collaboratori, maggiore coinvolgimento nelle scelte aziendali, meritocrazia
* Chiusure dei negozi in forte perdita: 32 subito e altri 33 che verranno passati in “prova” in Affitto Ramo d’Azienda per un totale di ipotetiche 65 chiusure
* Chiusure Cedi di Pomezia e Moresco
* Chiusure Sedi di Prato e Bologna

Le chiusure dei Cedi e Sedi indicate per il secondo semestre 2013.

La parte relativa alle numerose chiusure comporterà inevitabilmente la creazione di potenziali esuberi.

Sui 65 negozi sono collocate 309 persone, sul Cedi di Moresco 10 persone e sulle Sedi circa 100 persone.

Quindi la numerica delle persone coinvolte è di 419.

Di questi 419 lavoratori una parte potranno essere ricollocati (ad esempio per i negozi di Roma, della Campania, o il personale di Sede trasferito a Roma), ma nonostante questo la numerica dei reali esuberi sebbene più bassa, rimarrà ugualmente preoccupante.

E’ stata pertanto espressa da parte del gruppo TUO l’intenzione di aprire un procedura di mobilità.

Con la presente comunicazione, pur non potendo snocciolare con dovizia di particolari il piano industriale, vogliamo sottolineare che il Gruppo TUO dimostra di avere ben chiare le idee di come affrontare il mercato legato ai DISCOUNT, purtroppo il punto nevralgico è legato alla crisi occupazionale contingente, occupazione che va salvaguardata intraprendendo tutte le iniziative necessarie.

Questa la parte saliente del comunicato.

Preso atto della comunicazione ricevuta non possiamo non notare quanta pesante responsabilità ci sia in tutta questa operazione da parte delle cooperative.
Ricordiamo che da quando Gruppo TUO ha preso possesso di DICO sono tracorsi meno di 2 mesi e già si delinea un profondissimo e grave problema per i posti di lavoro.

E’ giusto, è eticamente corretto e moralmente accettabile che le Cooperative se ne lavino le mani in questo modo?
E’ davvero possibile che non debbano o possano in nessuno modo essere chiamate in causa per rispondere di tutto quello che sta accadendo?
Quanto in basso devono ancora cadere prima di sperare di vedere da parte delle Cooperative un sussulto di orgoglio o di moralità?

Rivolgiamo infine una richiesta al Gruppo TUO, che in questa fase delicata metta in campo ogni azione possibile per tutelare il maggior numero di lavoratori possibili. Che almeno loro, a differenza delle Cooperative che hanno rinnegato in ogni modo la loro natura, abbiamo quello spessore etico e morale che permetta di proteggere e tutelare il futuro di tanti dipendenti.

SI VOLTA PAGINA

10 Apr

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SI VOLTA PAGINA

La Dico Spa è entrata a far parte ufficialmente del Gruppo TUO Spa.

Tonino Faranda ha assunto il doppio ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di DICO SpA.

Quindi l’avventura (o disavventura) delle COOP nel segmento Discount è da ritenersi definitivamente conclusa. Conclusa in questo modo. Nel peggiore, buttando via così l’acqua sporca.

Il bilancio di questi 14 anni di esperienza è assolutamente negativo.

Incapacità dirigenziale disarmante, dialogo con i lavoratori praticamente nullo, un senso dell’etica inesistente, assenza assoluta di meritocrazia. Sprechi e miopismo commerciale. Tutto questo concluso così, senza il neppur minimo sussulto di dignità.

Con queste premesse è facile augurare al Gruppo TUO di Tonino Faranda la migliore fortuna in questa avventura che si appresta ad affrontare.

Ci permettiamo solo di dare alcuni piccoli consigli.

Dott. Faranda sappia ascoltare i suoi lavoratori, la loro decennale esperienza in questa ditta le sarà enormemente utile. Non si limiti all’apparenza dei disastri causati da scelte dirigenziali senza logica. Non disperda quel patrimonio meraviglioso che sono i lavoratori di DICO.

La ditta che ha appena acquisito è fatta di tantissime brave persone che hanno sempre lavorato seriamente, con coscienza e dedizione. Hanno profuso impegno e passione, proprio perchè sentivano la DICO come una cosa (e una casa) loro. Tante persone che vedendo scelte palesemente sbagliate e fatte in malafede si sono sentite tradite e ferite, ma soprattutto impotenti. Drammaticamente impotenti.

Sono le stesse persone che oggi con entusiasmo sono pronte a ridare l’anima da capo, mettendoci la stessa passione che hanno avuto fino ad oggi, ma in questo momento anche loro hanno bisogno di un segnale. Un segnale forte fin da subito.

Chi ha causato questo disastro, non può essere ora chiamato a trovare la cura e le soluzioni.

I nostri più sinceri auguri

LO SAPEVATE CHE…?

5 Apr

I giorni sono passati ed alla fine è accaduto.

DICO è sotto il Gruppo TUO.

Ma ora c’è una domanda che ci sorge spontanea….

Ma loro sanno tutto di DICO? Le informazioni che hanno ricevuto sono complete? Sono vere?

Le persone a cui hanno chiesto informazioni, cosa gli hanno raccontato?

 

Vi facciamo una proposta…..

 

Lasciate qui il vostro messaggio, quello che volete far sapere alla nuova proprietà.

 

Una specie di “MA LO SAPEVATE CHE…..  ?

LE COOP NEL LAZIO?

1 Apr

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Vediamo di fare un po’ di chiarezza di cosa sta dietro all’operazione scambio quote Coop-TUO

Sul tavolo della trattativa ci sono 340 discount sul tavolo messi da COOP e 54 Negozi messi da TUO. E una bella manciata di milioni di Euro che COOP darà a TUO, questo giusto per ricollegarsi al nostro articolo sulla fabbrica dei soldi.

Queste le dichiarazioni fatte da Coop:
“Coop la sua focalizzazione sul format supermercati, confermando così la sua leadership anche attraverso lo sviluppo in territori importanti come Roma e il Lazio.”
Inoltre Coop vuole entrare nel modo del warehouse e in questo modo dare una risposta in anticipo ai francesi di Carrefour, che con con Supeco – El cash de la famila – hanno piazzato già nel 2012 i primi due wholsale piloti di 2.000 mq proprio in terra iberica, alla periferia di Siviglia e agli americani di Costco, che dopo 18 mesi di lotta, hanno dovuto incassare in Francia lo stop della Cnac per le 15 inaugurazioni previste, e dunque ripiegare per la prima apertura nella stessa Siviglia.
In realtà dietro queste dichiarazioni si nascondo delle inesattezze, se non addirittura la voglia di non dire le cose come stanno.
Ma andiamo per punti.

La volontà di sviluppo in territori importanti come Roma e il Lazio. In realtà è bene far notare che le COOP sono già radicalmente sviluppate in Lazio.
Questa le presenza di UNICOOP TIRRENO nel Lazio
o    Provincia di Viterbo: 12 minimercati InCoop, 3 supermercati Coop, 1 ipermercato Ipercoop;
o    Provincia di Roma: 6 minimercati InCoop, 10 supermercati Coop, 2 ipermercati Ipercoop;
o    Provincia di Latina: 3 supermercati Coop, 1 ipermercato Ipercoop;
o    Provincia di Frosinone: 1 minimercato InCoop, 1 supermercato Coop.

In totale 39 strutture.

Ma insieme a Unicoop Tirreno nel Lazio dal 2010 registra la propria presenza anche UNICOOP FIRENZE
Nell’ottobre 2010 Unicoop Firenze ha acquisito infatti dal Gruppo Luciani (affiliato GS – Carrefour), tramite una nuova società costituita ad hoc, 14 supermercati di cui 2 superstore già a marchio GS e Dì per Dì, situati a Roma e provincia. Il Gruppo Luciani detiene una quota residuale del 5% nella nuova società, per questo motivo i punti vendita non portano ancora l’insegna Coop ma l’insegna fantasia Doc*. Al termine di un periodo di transizione, Unicoop Firenze acquisirà l’intero capitale sociale della newco e i punti vendita passeranno a insegna Coop. Unicoop Firenze, seppur indirettamente, si affianca così a Unicoop Tirreno nella presenza di Coop in provincia di Roma.
A questo si aggiunga una ulteriore posizione rilevata nel Novembre 2011 in Via Casal del Marmo.

Relativametne alla nuova società creata ad hoc (DOC* Roma Srl), è stato pubbblicamente denunciato che i lavoratori della “bad company” vedono applicato il CCNL del commercio a differenza dei dipendenti Unicoop Firenze che applica il CCNL della distribuzione cooperativa, e non si vedono applicate le condizioni di miglior favore del Contratto Integrativo Aziendale, con le conseguenti ricadute su salario e diritti, in poche parole lavoratori di serie B (qui i riferimenti: http://lavoratori-unicoop.blogspot.it/2012/10/usb-organizza-i-lavoratori.html).

A questo si aggiunga che in fase di contratto Unicoop Firenze si impegnava a riprendere il 5% delle quota residuale della nuova società entro 3 anni dalla firma contratto ed utilizzare il marchio COOP, ma indiscrezioni sembrano indicare che lato UNICOOP FIRENZE non c’è intenzione di dare seguito a questa impegnativa.

Quando successo a Gruppo Luciani, potrebbe fare pensare che una strada analoga sarà intrapresa nella trattativa Despar-COOP. Ovvero la creazione di una società Srl in cui far trasferire le società che gestiscono i Despar, Eurospar e Ingrande. Tale srl controllata dalle cooperative, senza metterci la faccia, in maniera tale da non figurare nel caso in cui le cose andassero come sperano.
A conferma di quanto ipotizzato, in fase di stesura dell’articolo è stata pubbblicata la seguente informativa che sembra confermare le nostre ipotesi:

http://www.agcm.it/avvisi/6390-c11903-acquisizione-di-54-punti-vendita-di-tuo-spa-da-parte-di-coop-estense-unicoop-tirreno-coop-adriatica-nova-coop-coop-lombardia-coop-liguria-coop-consumatori-nordest.html

Ma veniamo alla tematica del warehouse.
Riassumento a Maggio 2012 Carrefour per anticipare l’americana Costco (Carrefour è la seconda catena commerciale al mondo, Costco la nona, per intendersi Carrefour ha un volume d’affari pari a oltre 10 volte TUTTE le Coop messe insieme), ha aperto a Siviglia un nuovo format di negozio, ad insegna Supeco, così descritto dalle riviste di settore: “It is a similar style to a cash & carry with a discount profile”.
Impauriti dal possibile arrivo anche in Italia, da parte di Carrefour con questo nuovo format le COOP (che per loro stessa ammissione sono incapaci di gestire i discount), abbandonano una catena di 350 discount, investono ulteriori soldi, per andare ad acquisire 8 strutture Ingrande, dei cash & carry che trasformeranno in qualcosa di “simile ad un discount“. Proprio quel format che hanno affermato di non essere capaci di gestire.

Questa la descizione di cosa sono oggi i centri “Ingrande
“Ingrande si concentra sulla ricchezza dell’assortimento e i prezzi, ricercando però anche vie nuove di massimizzazione della convenienza per la famiglia nell’offerta di grandi formati e confezioni multiple, negli sconti su grandi quantità per le grandi spese-scorta.  Per questo si propone con un’offerta massificata che poco concede ad ambiente e servizio, com’è nella tradizione del discount e del cash&carry”.

Un’immagine di un Supeco.

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CHE NE SARA’ DEI DISCOUNT?

23 Mar

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Cosa accade nel settore discount?

Abbiamo l’impressione che la vendita di Dico potrebbe essere solo un piccolo tassello di un puzzle più grande.

Lombardini ha deciso di abbandonare il settore Supermercati, Ipermercati, Cash & Carry, per concentrarsi esclusivamente nel settore discount. Punta ad aprire in tre anni 45 punti vendita diretti e l’acquisizione in due step di altri 100 punti vendita: metà nel secondo semestre 2013 e metà nel primo semestre 2014.

LD Discount

Lillo Spa ha deciso di rafforzare la propria posizione in Campania e punta nel 2013 ad aprire un terzo Ce.Di lungo la dorsale adriatica per espandersi in regioni attualmente non coperte.

MD Discount

Eurospin punta ad aprire 50 punti vendita nel corso del 2013, ma esclude la possibilità di acquisire altri gruppi.

EUROSPIN

Alla luce di come si sta muovendo il mercato, come interpretare la cessione delle quote DICO dalle COOP al Gruppo TUO.

Anche il Gruppo TUO è intenzionato a rafforzarsi nel settore discount, o vuole fare cassa per far fronte allo tsunami che l’art.62 sta abbattendosi sulla GDO? ART 62

La mancanza di un piano industriale non può certo lasciare tranquilli, i sospetti che la realtà DICO potrebbe essere smembrata e venduta nelle varie regioni c’è ed è lecito.

Speriamo che quanto prima Gruppo TUO sia in grado di fornire un credibile piano economico e di sviluppo.

Il nostro spazio è sempre a disposizione di chi voglia dire la sua su queste valutazioni.

SCIOPERO NAZIONALE – AGGIORNATO

22 Mar

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Giornata di sciopero nazionale (?)

Oggi 22 Marzo 2013 i lavoratori Dico hanno proclamato una giornata di sciopero ed organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede di COOP ITALIA a Bologna, dove si stava svolgendo il cda della DICO SpA.

LINK

Erano presenti i lavoratori delle due sedi (di Prato e Bologna), i lavoratori dei negozi della Campania e del Magazzino di Castello di Cisterna. Un totale di circa 200 lavoratori.

Una delegazione ha chiesto ed ottenuto di farsi ricevere dal cda.

A seguito della riunione con Mario Zucchelli (presidente di Dico Spa) ha ottenuto la promessa che Zucchelli riferirà a tutte e sette le cooperative che hanno deciso di vendere le quote di Dico le perplessità ed i dubbi delle Organizzazioni Sindacali.

Inoltre hanno ottenuto l’impegno da parte di Zucchelli affinchè il 28 Marzo a Roma, quando ci sarà l’incontro tra Gruppo TUO e le oo.ss. di Dico, ci sia anche uno (o più) rappresentanti Coop in nome delle sette cooperative.

Questo per forzare e spingere le cooperative a prendersi maggiori responsabilità possibili in questa fase di passaggio di quote.

Fatte le premesse formali, veniamo a quelli che sono gli aspetti che a noi come redazione interessano.

Nella trattativa di passaggio quote, si parla di 342 negozi, 6 Cedi e 2 Sedi, con una compertura geografica praticamente nazionale.

Eppure oggi – a quanto ci risulta – erano presenti e rappresentati soltanto una regione, un magazzino e le sedi. Alla restante percentuale della rete vendita non interessa quanto sta accadendo.

In forza di quale assioma loro si sentono più sicuri e tutelati?

I circa 70 negozi che erano in chiusura o passaggio in affiliazione per il 2013, pensano ora che subentra Gruppo TUO che verranno salvati? Erano stati scelti perchè portavano pesanti perdite e le valutazioni che farà la nuova presidenza non è ipotizzabile si discostino molto da quelle già da Dico effettuate.

I vari ispettori “del nulla” che l’amministrazione scellerata si è inventata in questi ultimi 2 anni, pensano veramente che a breve avranno ancora ragione di esistere? Non ci vuole molto a capire che la nuova proprietà una volta completata la fase di analisi, vorrà smantellare tutta la struttura che ha portato più costi che benefici.

Pensano veramente i Responsabili Territoriali che Gruppo TUO, di fronte al quale sono tutti uguali, vorrà tenere proprio loro? Si sentono così insostituibili e infallibili nel lavoro che fanno? O piuttosto preferirà far crescere persone dal proprio interno che conosce e stima?

Eppure tutte queste mezze figure continuano – ancora dopo anni – a fidarsi ed affidarsi alle farneticazioni di figure che hanno dimostrato la propria completa incapacità in ogni ruolo  ricoperto negli ultimi 10 anni.

L’unica capacità che hanno saputo davvero dimostrare è quella di poter essere una perfetta marionetta, perfettamente manovrabile dai capi che si sono succeduti.

Vorremmo più coesione dentro la Dico?

NO!

Vorremmo più sale nelle teste, che finalmente imparassero a ragionare con il loro cervello, che la finissero di andare dietro al pifferaio di turno ed assumersi le responsabilità che il loro ruolo (e la loro paga) richiede.

E’ anche colpa di tutti loro, dei troppi SI e dei nessun NO che hanno detto in questi anni se poi alla fine ci siamo ritrovati TUTTI in questa situazione!

Chi ora rischia di perdere il posto di lavoro, chi rischia di vedere i propri semplici sogni di un futuro dignitoso andare in frantumi, deve dire grazie ANCHE a queste figure se siamo arrivati fino a questo punto.

 

EDIT del 23 Marzo

Riceviamo volentieri comunicazione dai nostri colleghi dei negzozi di Roma, che corregge il nostro articolo pubblicato ieri.

Anche nel Lazio moltissimi negozi hanno aderito allo sciopero, con un’adesione di circa l’80%, mentre fonti attendibili ci comunicazione che in Campania l’adesione allo sciopero è stata del 100%

 

La redazione

 

LA COOP NON SEI TU!

21 Mar

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L’ETICA DELLE COOPERATIVE

Ci siamo andati a cercare il codice etico di COOP ITALIA, vi ricordiamo infatti che le cooperative che hanno deciso di uccidere la Dico e umiliare la dignità di migliaia di lavoratori, fanno parte di COOP ITALIA.

Il codice etico approvato dal Consiglio di Gestione di COOOP ITALIA Società Cooperativa nella riunione del 28/11/2011, recita – tra le molte cose – in particolare questi punti:

Gli standard etici di comportamento:

  1.   Equità ed eguaglianza
  2.   Tutela della persona
  3.   Rispetto della dignità della persona
  4.   Diligenza
  5.   Trasparenza
  6.   Onestà
  7.   Riservatezza
  8.   Imparzialità
  9.   Tutela dell’ambiente
  10.   Protezione della salute
  11.   Sicurezza sui luoghi di lavoro

Ma questo codice vale solo per i dipendenti? Magari da livello di Quadro in giù? O vale per tutti, compresi presidenti e cda vari???

Perchè noi onestamente in una trattativa che andava avanti almeno da Settembre, ma che è stata resa pubblica alle RSA, alla direzione DICO, ai dipendenti, solo l’8 Marzo perchè era uscito un articolo su GDO News, molta Trasparenza non ne vediamo!

Perchè noi nel buttare via 15 anni di esperienza DICO, con tutte le eccellenze che ci sono (eccome se ci sono!) nei negozi, Cedi e Sedi, oltre ad essere un’operazione stupida non ci sembra neppure sia un comportamento di Diligenza.

Ma parliamo più nel dettaglio della Tutela della persona e del Rispetto della dignità della persona.

La Dico conta circa 2000 dipendenti, a cui si devono aggiungere tutti i lavoratori dell’indotto (fornitori di servizi, cooperative, trasportatori, manutentori, ecc). Non sono solo 2000 dipendenti, ma sono FAMIGLIE, intorno ad ogni dipendente ed allo stipendio che fino ad oggi ha riportato a casa, ruotano almeno 2-3 persone.

Quindi parliamo di 6-7.000 PERSONE coinvolte!

E la COOP le tutela in questo modo? Senza dargli nessuna certezza neppure sull’immediato.

Una società di cooperazione come la COOP che sbandiera ai quattro venti i propri impegni sociali (la certificazione SA8000, il rispetto dell’ambiente, la solidarietà), nel momento in cui si rende conto che il nuovo acquirente (Gruppo TUO) non ha o non vuole dare un piano industriale, neppure nell’immediato, non sa o non vuole dire cosa ne sarà di queste PERSONE; e non tra 2-3 anni, ma dal 1 Aprile (ovvero 10 giorni!!). Fatte queste premesse, stante come indicato le cose, una società di cooperazione seria si farebbe GARANTE del futuro di questi dipendenti, lavoratori, delle PERSONE.

Tra queste migliaia, ci sono PERSONE che hanno parenti malati che necessitano di cure (anche costose), figli piccoli da crescere e mandare a scuola, madri incinta, mutui di ancora 20 anni per case dignitose (non ville al mare), affitti, frigoriferi da riempire, bollette da pagare.

Nessuno ha (o pretende) ville al mare o in Egitto, case in montagna, auto di lusso. Sono solo PERSONE che chiedono di poter condurre una vita dignitosa.

Proprio quel Rispetto della dignità della PERSONA, la centralità della PERSONA che COOP vanta a grandi lettere, ma che poi non mette in pratica.

Ecco cosa scrive COOP sul proprio sito:

L’idea base della cooperazione nasce dal bisogno e dalla solidarietà:
si costruisce così una risposta imprenditoriale originale che, dalle prime esperienze pionieristiche, in più di un secolo e mezzo di storia, si sviluppa fino a diventare la prima organizzazione distributiva italiana.
E’ una storia di persone, di lavoro, sacrifici ed entusiasmi, strettamente intrecciata con le vicende politiche e sociali del nostro paese.
I valori originari sono ancora oggi alla base della cooperazione: la centralità delle persone, dei loro bisogni e dei loro diritti.

A questo punto c’è altro da aggiungere?

CERCARE LE COLPE?

18 Mar

Struzzo_Con_Testa_cleanedCome abbiamo fatto ad arrivare fin qui?
La vecchia amministrazione si era conclusa nel 2010 con poche luci e molte ombre. Non tanto per i numeri che ancora non erano così disperati come sarebbero stati successivamente, ma per altre vicende che non erano completamente limpide.
Conclusa quella esperienza, fu deciso di dare una grossa svolta alla Dico. Coop Estense successe a Coop Liguria nella presidenza, dando tutto in mano a Zucchelli Mario.
Per guidare la Dico Zucchelli scelse Antonio Lanari proveniente da Eurospin. Lanari si portò dietro il suo team fidato (voci non confermate dicono che in Eurospin abbiano stappato lo spumante quando se ne sono liberati).
La nuova squadra di lavoro (strapagata!) ha iniziato fin da subito a mettere in evidenza imbarazzanti lacune manageriali. Alcune operazioni hanno avuto come denominatore comune il più squallido clientelismo, con contratti dati fornitori di amici e parenti vari.
Tutti stranamente orbitanti nel veneto, guardacaso proprio intorno a Verona.
Quindi abbiamo trovato i colpevoli? 50 milioni di buco in 2 anni tutti e solo riconducibili alle scelte fatte (in buona o mala-fede) dal nuovo team? NO, troppo facile!
No, in questa fase sarebbe troppo facile scaricare la colpa soltanto sugli ultimi arrivati.
Che dire delle cooperative che hanno avuto sempre sotto mano i numeri di ciò che stava accadendo e non hanno mai messo in discussione le scelte fatte?
Che dire di Zucchelli che neppure dopo 50 milioni di perdite in 2 anni, ha saputo dire che la scelta di Lanari alla guida di Dico sia stato un errore?
Che dire – infine – della vecchia classe dirigenziale Dico, che pur vedendo giorno dopo giorno cosa stava accadendo sotto i loro occhi, hanno nascosto la testa sotto terra come lo struzzo?

Gli stessi direttori che magari conclusa l’esperienza in Dico, il giorno dopo avranno già un altro incarico (forse anche meglio pagato) in qualche altra coperativa.
Alla fine di tutta questa operazione gli unici che veramente pagheranno sulla propria pelle tutte le cazzate che questi manager improvvisati hanno fatto saranno i lavoratori.
Quelli – gli unici – che non hanno mai sputato nel piatto che ha dato loro da mangiare!

E le Coop ci lasciarono…

16 Mar

Senzanome_cleanedUn Marzo di passione quello che stiamo vivendo in Dico.
Le prime notizie frammentarie… ci vendono…. falliamo…. cambiamo tutto….
Poi il 4 Marzo esce un articolo su GDO News a firma del Dott. Meneghini (http://www.gdonews.it/2013/03/incredibile-coop-italia-abbandona-il-format-discount.html) “Coop abbandona il format Discount”.
Le Coop le famose “sette sorelle” hanno gettato la spugna ed hanno deciso di vendere le quote di Dico SpA ad un soggetto del Centro Italia.

Da quel momento le notizie, paure e conferme si sono susseguite ad un ritmo vertiginoso. Tutto tranne le smentite.- che non potevano arrivare.
La direzione ha giurato di essere all’oscuro di tutto, riunioni incontri, fino ad un comunicato ufficiale a doppia firma Zucchelli – Lanari che il 7 Marzo confermavano l’esistenza di una trattativa con Faranda Antonino del gruppo TUO per fare uno scambio. A lui tutti i DICO, alle Coop i Despar-Ingrande del Lazio.

E i lavoratori? E le 1800 persone che lavorano in DICO? E le 1800 famiglie, le oltre 5000 persone?
Un colpo di spugna. “Non sono un nostro problema” come ha fatto capire nei giorni successivi Zucchelli.

Una brutta presa di posizione, contro i lavoratori, le famiglie, le persone. Un muro contro muro che forse in questa fase Zucchelli poteva risparmiarsi.

Quello che è appena accaduto tra Unicoop Tirreno e Catone docet.

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